Attenzione alla beffa oltre al danno

Posted by admin 5 dicembre 2012 0 Comment 3512 views

MedicinaliIeri in piscina, nella mia corsia, ho incontrato anche chi il nuoto lo fa perchè...infortunato.

Gli sportivi con infiammazioni e fratture da stress sfruttano la scarsa forza di gravità a cui ossa e articolazioni son soggette in acqua per allenarsi senza interrompere o modificare oltremodo la programmazione della propria stagione.

Tra questi c'era anche chi la medicazione la fa da sè, senza consultare il medico.

L'uso e l'abuso di medicinali antinfiammatori è una pratica assai diffusa tra noi sportivi.

Molti atleti, infatti, utilizzano tra questi l'ibuprofene come antidolorifico su base quasi giornaliera. Nelle indagini, fino al 70% dei fondisti e degli altri atleti di resistenza dichiara di assumere pillole o polveri a base di ibuprofene prima di ogni allenamento o competizione come cura o addirittura prevenzione ai dolori muscolari.

Ma un nuovo studio si unisce alla crescente evidenza che l'ibuprofene -e simili antinfiammatori antidolorifici- presi prima di un allenamento non offrono alcun beneficio e, anzi, possono essere la causa di spiacevoli danni fisici, in particolare per l'intestino.

Gli studi, infatti, hanno già dimostrato che l'assunzione di ibuprofene, associata ad un intenso esercizio fisico può comportare trauma intestinale più o meno importante a seconda del periodo di assunzione del farmaco.

In uno studio recente, è stato effettuato un esperimento su ciclisti. A questi erano stati somministrati 400 mg di ibuprofene - che è la quantità comunemente assunta da un atleta infortunato. Successivamente era stato misurato loro il livello di una proteine marker dello stress intestinale: i livelli erano alti confermando una perdita ematica a carico di un piccolo tratto dell'intestino.

Pertanto, il sangue che normalmente fluisce da quel tratto dell'intestino ai muscoli, viene perso con, appunto, perdite ematiche intestinali.

Per fortuna, il danno sembra essere di breve durata e lo studio ha dimostrato che gli intestini stressati tornano alla normalità dopo un paio di ore dal termine dello sforzo. Ovviamente se l'assunzione di ibuprofene è ridotta ad un breve periodo.

Ad ogni modo il più comune effetto collaterale dell'ibuprofene è a carico del sistema gastrointestinale.
Può essere che se qualche sportivo usa ibuprofene prima di ogni sessione di allenamento per un anno o più, l'integrità intestinale potrebbe essere compromessa. In questo caso, piccole quantità di batteri ed enzimi digestivi potrebbero fuoriuscire regolarmente nel flusso sanguigno.

Più nell'immediato, l'assorbimento dei nutrienti potrebbe essere alterato, soprattutto dopo l'esercizio fisico. E ciò può compromettere fortemente la capacità di recuparare le sostanze perse in allenamento (in particolare acqua, sali minerali e glicogeno) e può esporre l'atleta a maggior rischio di stanchezza cronica.

E' chiaro, quindi, che il consumo di ibuprofene da parte di noi sportivi non è innocuo e dovrebbe essere fortemente scoraggiato.

BIBLIO:
- http://journals.lww.com/acsm-msse/Fulltext/2012/12000/Aggravation_of_Exercise_Induced_Intestinal_Injury.1.aspx
- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=aggravation%20of%20exercise-induced%20intestinal%20injury

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