Bevi, bevi! Ma perchè?

Posted by admin 27 novembre 2012 2 Comments 1468 views

La domenica mattina è il momento migliore per allenarsi in bicicletta.

Il traffico è minore rispetto alla settimana lavorativa, il tempo a disposizione è maggiore ed è possibile sfruttare le ore più calde e luminose della giornata.

Ammetto, però, che non sempre è così facile come a dirlo: i profumi culinari che escono dalle case mettono in crisi la tua concentrazione e, non ultimo, la temperatura fredda del periodo invernale ti fa coprire ogni parte del corpo come se fossi un piccolo folletto.

Ma per te che è ancora presto il letargo della bicicletta e soprattutto non fa paura pedalare al freddo, le strategie di integrazione e nutrizione sportiva possono essere certamente un aiuto.

Non tutti sanno che pedalare al freddo non è un problema. A maggior ragione se si protegge e gestisce il corpo con una corretta strategia.

Quando la temperatura ambientale è molto bassa, spesso, è facile però incorrere in alcuni errori – purtroppo diffusi- che accomunano sia chi corre a piedi sia chi corre in bici.

C’è, infatti chi crede che in queste condizioni la spesa calorica aumenti.

Questa è assolutamente falso.

Per correre a piedi o pedalare per un buon allenamento, a qualunque temperatura e pensando ad una attività fisica prolungata di anche 4 ore, si spendono sempre 40 chilocalorie - un pò meno se la propria corsa o intensità di pedalata è economica, un pò di più se è dispendiosa (conta la variabile del tracciato, è evidente) - per ogni chilogrammo del proprio peso corporeo, dunque 2400 calorie se si è una ragazza di 60 chilogrammi e 3200 se si è un uomo di 80 chilogrammi. La grande maggioranza di esse si trasforma in calore che, tranne per una piccola parte necessaria per mantenere costante la temperatura interna del corpo, deve essere allontanata dal corpo.

Di calore, insomma, ce n’è fin troppo e non è per niente vero che correndo al freddo si deve consumare una quota extra di energia per scaldare l’organismo.

Quando ti alleni al freddo, dunque, devi proteggere con gli indumenti le zone del corpo in cui la superficie che disperde calore è molta in rapporto al volume (a partire da mani e orecchie). L’alimentazione per gli sport di endurance non va però cambiata.

Per quanto riguarda il bere bisogna prestare estrema attenzione, specialmente nella stagione invernale. La bassa temperatura, infatti, inibisce la tua sensazione di sete e, pertanto, si è portati ad assumere meno liquidi (e sali minerali) e con minor frequenza.

Una differenza fra correre al freddo o al caldo è che nel primo caso è sufficiente bere meno, pur se lo si deve comunque fare, dato che c’è egualmente una certa produzione di sudore, essendo questa determinata dalla temperatura corporea interna che sale anche correndo con basse temperature.

La prima strategia è quella di partire idratati. Purtroppo l’organismo umano non ha una riserva di acqua da cui attingere in caso di necessità. Per questo è importante garantirgli un'idonea idratazione assumendo liquidi (acqua, thè caldo) in maniera costante durante la giornata, prima e dopo l’uscita in bici.

Solo con un’adeguata idratazione l’organismo potrà adattarsi correttamente anche alle basse temperature.

Leggi anche: http://www.runnersworld.it/triathlon/2012/11/27/triathleta-in-bici-beviti-linverno/

FOTO: Google Images

There are 2 Comments

  1. Stefano Leone
    - 27 novembre 2012
      -   Reply

    Elena i tuoi post sono interessanti, divertenti e stimolano sempre nuove riflessioni! e mi domando: nel nuoto è importante idratarsi, considerando sessioni da 4km ad esempio? infondo non si bene direttamente per ingestione o indirettamente tramite la pelle?

    • - 27 novembre 2012
        -   Reply

      Grazie Stefano.
      Nel nuoto è ancor più importante rpestare attenzione all’idratazione senza, appunto, lasciarsi ingannare dal fatto di essere immersi in un liquido.
      La strategia più semplice e completa è quella di tenere a bordo vasca una borraccia con acqua e sali minerali da cui attingere un sorso ogni volta che lo si ritiene necessario (in genere un sorso ogni 10 minuti come regola generale). Anche in piscina, nuotando a buona intensità, infatti, vi è il rischio di disidratarsi.

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