Brrrr…ividi !

Posted by admin 17 gennaio 2012 5 Comments 1735 views

Freddo freddo e ancora freddo. Ma niente ferma la tua corsa e nemmeno la voglia di saltare in bici o di salire in barca. Neppure pioggia, neve e ghiaccio.

Per sopravvivere alle basse temperature quello che conta è vestirsi adeguatamente, non troppo ma nemmeno poco, insomma il giusto.

 E poi bere. Prima, durante e dopo.

Il tuo organismo, infatti, perde liquidi anche quando la temperatura è rigida.  E il sudore non è evidente. Devi sapere che il tuo corpo elimina acqua anche con la produzione di vapore acqueo che viene disperso attraverso la cute, la bocca e il naso (specie sopra una certa altitudine).

E se non bevi durante la tua seduta di allenamento (in particolare se dura più di un’ora) e non reintegri al termine, la funzione fisiologica del sistema di gestione del calore corporeo viene compromessa, mettendo a rischio sia la tua prestazione che la tua salute. Tilt!

I muscoli contraendosi producono calore. La temperatura corporea aumenta con l’aumentare dell'intensità' dello sforzo. Il corpo deve, quindi, regolare la temperatura con una maggior sudorazione o produzione di vapore acqueo. Questo significa che più intensa e prolungata è l’attività maggiore è il rischio di disidratazione. Anche in ambiente freddo.

Un atleta più in forma, per questo, si acclimata prima di coloro che son fuori forma.

 La disidratazione sottopone a sforzo il sistema cardiovascolare riducendo il volume totale del sangue. Per ogni litro di liquidi perso durante l'attività' fisica prolungata, la temperatura corporea aumenta di 0,3°C, la frequenza cardiaca aumenta di circa otto battiti al minuto, e l'efficienza cardiaca (il volume di sangue pompato dal cuore al minuto) si riduce di 1 litro/minuto.

Per questo è importante bere anche quando non senti la sete.

Durante il giorno per partire idratato. E dopo lo sforzo per recuperare quanto perso. Anche col freddo.

 

There are 5 Comments

  1. Stefano Buttera
    - 17 gennaio 2012
      -   Reply

    Ciao Elena,

    Grazie per le info. Personalmente credo che si possa allenare anche la capacità di resistenza al freddo, non so se dipenda dal fatto che sono caloroso, ma io tendo a correre con pantaloni corti fino a qualche grado sotto lo zero. Copro adeguatamente il busto, e in alcuni casi le mani anche se i guanti dopo un po mi danno fastidio. E bevo, tanto!!

    • - 18 gennaio 2012
        -   Reply

      Ciao Stefano,

      la percezione di calore e la termoregolazione sono caratteristiche soggettive di ciascun atleta.
      Mi domando quale sia il vantaggio di imparare a resistere a così tanto freddo.
      Dal momento che corri senza dubbio la muscolatura delle tue gambe tende a produrre una grande quantità di calore. Personalmente penso che sia più vantaggioso coprire la cute con del tessuto più o meno leggero, per esempio una calzamaglia traspirante, adeguata alle proprie esigenze. In questa maniera si potrà agevolare la circolazione del sangue anche a livello superficiale, aumentando la vascolarizzazione e ottimizzando il lavoro muscolare e, non ultimo, prevenendo anche gli infortuni.

      Elena

      • Stefano Buttera
        - 18 gennaio 2012
          -   Reply

        Ciao Elena,

        Di sicuro è una forzatura, tuttavia ho trovato utile questo tipo di allenamento in condizioni estreme. La resistenza al freddo agevola ad esempio le gare di ultra trail in notturna ed in quota. Lo scorso agosto alla CCC mi sono trovato a correre tutta la notte sotto il diluvio, a quote mediamente elevate e con temperature vicine allo zero, ed a parte qualche malanno fisico, il mio corpo non ha subito il freddo come altri molti corridori con cui ho avuto modo di parlare.

  2. lamperti luca
    - 17 gennaio 2012
      -   Reply

    Ciao Helena,
    quindi oltre ad allenarmi con la muta nel nuoto per abituare il mio corpo come posso compensare la perdita di energie se devo nuotare con la muta in acque tra i 15/17 gradi per 3.8 KM?
    Grazie mille
    luca

    • - 18 gennaio 2012
        -   Reply

      Ciao Luca,
      per ottimizzare l’energia durante la nuotata, in caso avessi delle basi “vita” o delle piattaforme (o facessi ritorno per un breve periodo a terra), potresti assumere dei gel energetici, meglio se sciolti in una borraccia di acqua. Qualora questo ti fosse impossibile potresti assumere delle tavolette di carboidrati e sali minerali (le trovi anche confezionate singolarmente sottovuoto) a intervalli di mezzora; queste tavolette sono facili da trasportare (e consumare) anche per chi nuota in acque libere, sotto la muta.
      Tienici aggiornati,

      Elena

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