#Giro102: analisi di un Giro d’Italia tutto pazzo!

Posted by Elena Casiraghi 3 giugno 2019 0 Comment 1240 views
Giro 102 | Giro d'Italia

Photo courtesy: Corriere.it

Ieri è finito il Giro 102. Il giorno dopo l’ultima tappa del Giro d’Italia è già crisi d’astinenza. Tutto quello che puoi fare è accarezzare le pagine della Gazzetta dello Sport macchiandoti con orgoglio i polpastrelli d’inchiostro, non però senza malinconia. E un po’ come nel viaggio di ritorno dalle vacanze estive: si riguardano le foto scattate, si sfoglia l’album dei ricordi, si rivivono le emozioni che i momenti clou hanno regalato. Ma è anche il momento dei conti, a ruote ferme, delle analisi e delle curiosità.

Il costo energetico delle tappe del Giro d’Italia

Un Giro d’Italia il cui costo energetico è caro. Sommando le energie che i corridori hanno investito per realizzare ciascuna delle 21 tappe si potrebbe considerare una spesa minima di 52500 calorie per pedalare l’intero Giro d’Italia. In pratica 2500 calorie come spesa minima per ciascuna delle 21 tappe. Qualcosa in meno quando si parla di tappe a cronometro, qualcosa in più quando in caso di tappe di montagna. In una tappa con un dislivello moderato, il costo energetico varia dalle 3000 alle 45000 calorie. In una di alta montagna dalle 4000 alle 5000 (e forse qualcosa in più). Spesa energetica che varia, poi, dal peso corporeo che ogni ciclista deve portar con sé per ogni tratto di salita oltre che dall’intensità e regolarità con cui è stata corsa ogni tappa.

Da dove arrivano le energie?

Quando si parla di costo energetico nelle tappe del Giro d’Italia, la domanda ricorrente è: “Da dove arrivano le energie?” Ciascun corridore, se pure con valori di massa grassa minimi, possiede comunque sufficienti quantità di massa grassa per trarre energia dai grassi. Anche se, come si poteva notare già dall’ultima settimana di corsa, i ciclisti erano “tirati” in volto e a livello muscolare, segno della stanchezza e dell’usura che le tre settimane di Giro hanno procurato ad ogni atleta. I grassi vengono ossidati meglio se in circolo vi sono molecole di zuccheri. Un vecchio detto dei libri di fisiologia dell’esercizio, infatti, ricorda che i grassi bruciano al focolare degli zuccheri. E per questo è fondamentale partire – possibilmente – con le riserve di glicogeno sature, e ancor più iniziare ad integrare glucidi sin dall’inizio della tappa (o della granfondo). Esaurire le riserve di glicogeno comporterebbe un aumento della fatica muscolare con un precoce esaurimento muscolare, ovvero, con la comparsa della crisi energetica.

Cosa e quanto mangiare mentre si pedala

La domanda è sempre la stessa: “Cosa e quanto mangiare mentre si pedala?” In un recente studio spagnolo (Muros J.J. et al., 2019) gli autori descrivono un apporto di carboidrati per ogni ora di pedalata da 65-70 g a 100-115 g. Una quantità comunque non sufficiente a compensare il costo energetico della gara dato che, per esempio, in una tappa del Giro d’Italia di 5 ore si spendono almeno 1300-2500 calorie. E si pensi, poi, che dal glicogeno ne possono arrivare circa, mediamente, 1800. E’ indispensabile quindi assumere energia nel corso della pedalata, per evitare di esaurirsi e, per quanto possibile, recuperare più rapidamente tra le tappe. Ma ancor più importante è assumere energia nella finestra di tempo che separa le tappe, sin dal primo momento in cui l’organismo si rende disponibile a iniziare il recupero, ovvero nella prima mezz’ora che segue lo sforzo. Per questo, secondo gli studi, nell’arco di una giornata (considerando le 24 ore) i corridori assumono un apporto complessivo di carboidrati elevato pari a circa 12 g/kg.

Barrette energetiche (ma non solo) e fame istintiva

I glucidi si possono assumere in formato solido, sciropposo o liquido. Barrette energetiche si, ma nei tratti di minor impegno, anche panini contenenti una piccola fonte di proteine e lattine di Coca Cola (ricche in caffeina, favoriscono un più rapido assorbimento degli zuccheri). Sport gel con miscele di zuccheri appositamente studiate per fornire il massimo dell’energia in tempi rapidi e ridurre l’insorgenza di stress intestinali, sono da assumere in preparazione alle volate finali o ai tratti strategici o di maggior pendenza. E ancora borracce con maltodestrine e fruttosio o sali minerali distribuite dai meccanici e fisioterapisti nei tratti dove le ammiraglie non possono arrivare per continuare a sostenere quelle goccioline di zuccheri che devono arrivare ai muscoli (e al cervello). Ma la strategia di un atleta è fatta anche di fame istintiva (o selettiva), ovvero quel desiderio di assumere quel determinato alimento ricco in quella sostanza di cui l’organismo è stato depauperato. E così si spiega la voglia di Coca Cola e/o di alimenti ricchi in sale (sodio) dopo lo sforzo. Un prezioso istinto che permette di recuperare con maggior specificità.

Un Giro d’Italia freddo. E all’improvviso caldo. Un indizio: la sudorazione 

E’ stato un Giro d’Italia freddo, a tal punto da esser soprannominato il Giro della Siberia. E poi all’improvviso (come luci sul palcoscenico) il caldo, quello torrido. La fatica delle tappe finali che si aggiunge a quella delle 19 tappe ormai pedalate in rigide situazioni meteo. Macchie bianche sulle maglie dei corridori nella tappa di sabato 1 giugno 2019. Il motivo? Un sudore così ricco in minerali da lasciar traccia sugli indumenti. La sudorazione diventa un indizio. La componente acquosa del sudore evapora mentre quella di minerali rimane impressa sotto alle ascelle e sul collo dei ciclisti disegnando bianchi aloni. Come insegnava il Prof. Arcelli, questo evento accade quando gli atleti competono in situazioni atmosferiche (più calde) in cui non sono adattati: qui il sudore è maggiormente concentrato in minerali. Per questo, in tali situazioni, le borracce devono essere maggiormente ricche di tutti i minerali presenti nel sudore: sodio, cloro, potassio e magnesio.

Per saperne di più visita il sito della Equipe Enervit.

 

BIBLIOGRAFIA

Jeukendrup A. Energy intake during Tour de France. www.mysportscience.com

Mondazzi L. Giro D’Italia: il suo costo energetico. www.equipenervit.com

Muros JJ, Sánchez-Muñoz C, Hoyos J, Zabala M. Nutritional intake and body composition changes in a UCI World Tour cycling team during the Tour of Spain. Eur J Sport Sci. 2019 Feb;19(1):86-94.

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