I cibi che fanno fare pupù

Posted by Elena Casiraghi 11 novembre 2015 2 Comments 2672 views

Prugne

Si dice che l'organismo abbia due cervelli: uno situato nel cranio mentre l'altro nell' addome.

Non è un caso che se ci arrabbiamo o siamo preoccupati, l'addome sia teso, gonfio, rigido fino ad avvertire dolore.

Quando invece siamo in vacanza -e quindi sereni- l'addome è piatto e rilassato.

Il cibo che ingeriamo e il nostro stato mentale influenzano la salute dell'intestino. E con essa il nostro benessere.

Tutto ciò che mangiamo e beviamo entra nella nostra bocca, passa nello stomaco e raggiunge -una volta sminuzzato e inzuppato in un bagno di succhi gastrici assai acidi- l'intestino. 

Il cibo fornisce energia per l'organismo fornendogli tutto il nutrimento di cui ha bisogno per funzionare correttamente. I nutrienti che il cibo apporta, poi, influenzano una cascata di ormoni che hanno azioni  ben specifiche nel corpo, fornendo importanti segnali.

Il cibo quindi non è solo energia, non si può ridurlo a quantità di energia che può sprigionare, proprio perché a seconda del nutriente, della loro associazione e della loro quantità, il cibo ha il potere di attivare determinati meccanismi, magistralmente gestiti da una perfetta orchestra di ormoni.

Alcuni alimenti "aprono lo stomaco", altri generano sazietà immediata. Ma un sintomo che sin da piccini possiamo vivere in seguito all'ingestione di alcuni alimenti è l'attività che alcuni di questi possono avere sull'intestino. Nel bene e nel male.

In altre parole...quali principali alimenti alterano i movimenti intestinali? E con quale meccanismo?

La tazzina di caffè ci dà una scossa al mattino per iniziare la giornata e, a volte, è anche un vantaggio per il bagno. La caffeina -principio attivo di caffè, infatti, aumenta la peristalsi -ovvero aumenta la contrazione muscolare dell'intestino- e favorisce la produzione di succhi gastrici e, quindi, la digestione. Ma è in grado anche di aumentare i livelli di colecistochinina, un ormone secreto dal duodeno che regola i movimenti intestinali.

A metà mattina e metà pomeriggio, poi, il nostro frutto ricco di fibre e fruttosio -zucchero della frutta- può continuare e rinforzare i movimenti dell'intestino. Alcuni tipi di frutta, in particolare, come le banane specie se acerbe, possono invece rallentare questi movimenti. Le banane, infatti, come anche i cachi, sono tra i pochi frutti poveri di fibre e di fruttosio, zucchero di cui sono ricchi, in genere, tutti i frutti, come in particolare pere e kiwi. La banana, infatti, non è altro che una "patata dolce", ricca di amido, cibo prezioso dei batteri cattivi dell'intestino. Che quando lo vedono arrivare, fanno festa con un lieto banchetto, alimentando così la flora intestinale "cattiva". Dello stesso destino vive il riso bianco. Il riso in genere è ricco di fibre, che formano il "guscio" esterno al chicco, ma la raffinazione prevede l'eliminazione di questa parte preziosa. Ciò che rimane è zucchero puro che alza rapidamente la glicemia -e quindi l'insulina- e aumenta la probabilità di costipazione intestinale, ovvero stitichezza.

Ci sono frutti, al contrario, che per loro natura contengono lassativi naturali che aumentano i movimenti intestinali e lo svuotamento del contenuto di quest'organo. Tra questi ci sono le prugne che, per natura, sono ricche di sorbitolo. Come lo sono d'altra parte mele, pere, susine, ciliegie e...sorbe (da cui prende il nome!), soprattutto nella buccia ovviamente. Questi alimenti sono un grosso vantaggio se soffri di stitichezza o "intestino pigro" poiché il sorbitolo -specialmente se associato a fibre, come appunto questi frutti- ha un'elevata capacità di legare acqua. Questi alimenti sono ottimi, tra le altre cose, come dolcificante, poiché hanno il 60% della dolcezza del saccarosio e rispetto agli altri dolcificanti, il sorbitolo ha una bassa capacità di favorire le carie poiché i batteri che le generano non sono in grado di utilizzarlo per il loro metabolismo.

Attenzione, invece, al maltitolo.

Si tratta di uno zucchero ottenuto dallo sciroppo di maltosio (a sua volta derivante dall'amido di mais) che possiede un potere calorico inferiore a quello dello zucchero. Per questo è utilizzato come dolcificante, poiché che possiede il 75% della dolcezza del saccarosio. In particolare nella produzione di cioccolato "light", di chewing gum e caramelle dietetiche. Il maltitolo è poco assorbito a livello gastrico e quindi, un consumo elevato di questa sostanza può portare ad un’accelerazione del transito intestinale fino ad avere effetti lassativi. Il maltitolo non del tutto assorbito può passare dall’intestino tenue a quello crasso, dove i batteri ne provocano la fermentazione, creando gas nell’addome. La tolleranza è individuale e dipende dalla frequenza con cui viene assunto e dalla dose ingerita.

L'avresti mai detto che anche una caramella gommosa (ricca in maltitolo) potesse avere effetti lassativi?!

Insomma, "basta caramelle che poi ti viene il mal di pancia"...continua imperturbabile l'eco della mamma nell'orecchio!!

 

 

BIBLIO:

http://www.medicaldaily.com/pulse/bowel-movement-basics-foods-and-drinks-make-you-poop-and-pee-360962

 

 

About Elena Casiraghi

View all post by Elena Casiraghi

There are 2 Comments

  1. Marco
    - 15 aprile 2017
      -   Reply

    Ciao, leggo che inserisci le mele tra i frutti lassativi per via del sorbitolo, ma ho sempre letto e sentito che le mele (in particolare quelle annurche che adoro) sono astringenti e per evitare l’effetto astringente andrebbero cotte, ma così perderebbero altri benefici e tra l’altro non mi piacciono. Di conseguenza evito le mele nei periodi di costipazione.
    Puoi fare un po’ di chiarezza? Grazie

    • Elena Casiraghi
      - 10 maggio 2017
        -   Reply

      Ogni soggetto è diverso da un altro. Si potrebbe dire che al mondo non esistono due individui uguali. E questo vale prima di tutto per le caratteristiche interne come ad esempio il funzionamento dell’intestino. La flora intestinale, infatti, fa sì che ogni soggetto abbia una risposta diversa al cibo. per questo gli studi di laboratorio, specie quelli sul cibo e non sulla risposta dell’organismo al cibo, sono limitanti. Ciascuno deve far esperienza su se stesso a mio avviso e non perder mai la capacità di ascoltare il proprio corpo 🙂
      Un saluto

Write Your Comment

Seguimi su Twitter

La mia pagina facebook