Caffè: fa bene o fa male? Dipende dall’ora in cui lo si beve

Posted by Elena Casiraghi 11 Marzo 2021 0 Comment 1370 views

Lo sapevi che in base al momento della giornata in cui la gusti la tua tazzina di caffè può avere effetti diversi sul tuo organismo? La responsabile è sempre lei: la caffeina, che può scatenare tipi di risposta differenti. Quali? Vediamoli!

A digiuno, prima di un’attività aerobica

Ben venga un caffè prima di una camminata, corsa o pedalata. La caffeina assunta, infatti, può potenziare il metabolismo dei grassi, già attivato, tra l’altro, da questo tipo di allenamento. Chiariamo, però, subito una cosa: questo non vuol dire che durante il training consumerai molti più grassi bensì che durante l’intera giornata potrai attingere una maggiore quota di energia dai grassi. Questo perché il tuo motore lipidico continuerà a girare a una potenza più elevata anche a distanza di ore dall’allenamento.

Se ancora non hai sperimentato il caffè a digiuno prima della tua uscita di training, il consiglio è di testarlo con le dovute… cautele. Alcuni di noi, più sensibili agli effetti della caffeina, potrebbero avvertire fastidi al basso ventre con la conseguenza di dover correre velocemente… al bagno.

A colazione e dopo i pasti

La caffeina continua a essere una nostra alleata, agevolando la produzione di succhi gastrici. In altre parole, favorisce l’appetito e un’ottimale digestione dei cibi assunti (attività che in termini più scientifici è detta eupeptica). E non solo: è un vero e proprio trasportatore di zuccheri! Ci permette quindi di assorbire meglio le singole perline di glucosio che compongono questo nutriente. Ed ecco spiegato il motivo per cui spesso viene inserita, in minime quantità, negli integratori a base di carboidrati per sportivi.

Anche tu come me consideri concluso un pasto soltanto dopo aver bevuto il caffè? Dici che siamo viziati? Non proprio, perché questo nostro “bisogno” ce lo spiega la scienza: ingerire cibi dolci, a fine pasto, induce il cervello a formare la memoria di quel momento, la “memoria” del gusto. Ed è per questo che, nella maggior parte dei casi, non riusciamo a considerare chiusi pranzo o cena senza un caffè o dolcetto. Meglio ancora se entrambi.

A digiuno, a metà mattina o metà pomeriggio

Ve lo dico in tre parole, molto meglio evitare! Il nostro cervello, in questi casi, percepisce la caffeina come sostanza dolce (non serve prenderlo senza zucchero perché la situazione non cambia) e attiva quindi la sintesi dell’insulina, l’ormone dell’immagazzinamento, con il risultato che nel giro di pochi minuti percepiremo un calo della glicemia. Cosa vuol dire questo in pratica? Che inizierai a provare quella sensazione di vuoto allo stomaco e quel desiderio impellente di procurarti cibo ricco di zuccheri, da “divorare” nel minor tempo possibile.

Molto meglio, allora, resistere alla tentazione di un caffè da solo e rimandare questo nostro gustosissimo vizio allo spuntino di mezza mattina o a quello di metà pomeriggio.

Solo così il caffè diventa un piacere per il palato ma anche per il nostro organismo.

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